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"Conoscere la strada non basta; bisogna percorrerla o, se non si in grado di farlo, lasciarsi portare. La natura umana esteriore, vitale e fisica, resiste fino all'ultimo, ma l'anima, una volta che abbia sentito il richiamo, prima o poi arriva alla meta. (Aurobindo)"

Ho rifiutato la vita, non volevo nascere, ma sono nata.
Sono nel Castello Aragonese di Ischia. E' la mia sesta seduta di rebirthing. La prima risale all'estate del 2006. Respiro e muovo le gambe, come in una danza, mentre immagino un indiano che danza davanti ad una bimba, immagino che possano integrarsi in un solo spirito. Inspiro ed espiro vocalizzi cantati in A ed E. Poi espiro più forte. Visualizzo le mie mani dentro la testa di una persona che tanto mi ha fatto patire, ne avverto la fluidità  liquida, un fiore rosso dentro la sua testa si trasforma in un altro fiore rosso e quest' ultimo  si trasforma in ali rosse che indosso. Poi mi vedo carponi. Faccio resistenza (la solita!), non ho voglia di mettermi carponi, mi dico. Poi decido di seguire quell'intuizione.  Mi metto carponi, ma voltata verso il muro. Le gambe sotto l' addome , le braccia sotto il torace, la testa poggiata con le guance, prima una poi l' altra , a terra sul tappetino. Respiro forte. Mario mi tocca la colonna vertebrale. Formulo pensieri, non pensati con la ragione, direi che affiorano alla consapevolezza dall'inconsapevole, attraverso la tecnica  del respiro, si fanno "esperienza" che coinvolge corpo e cuore, nella piena lucidità  e nella più completa presenza di sè: "Mamma" , e piango, "come faccio mamma? non cè contatto". Mario si allontana ed io piango più forte e penso senza pensare: "mamma non mi vuole" "non sono buona". "ti punisco, NON VOGLIO NASCERE" "ma papà.. papà  ride" "posso nascere lo stesso" ora il pianto ed il riso si mescolano, ma il riso mi resta dentro e mi rende felice... "quanto sei stato importante papà" e questa volta parlo, subito dopo, visualizzo il budda di marmo che era sul camino della nostra casa. Poi mi alzo sulle ginocchia, accaldata e sudata, qualcuno mi tocca sulle spalle, non so chi , ho gli occhi chiusi, prendo la sua mano, chiedo senza parole un abbraccio, mi cullo in quell' abbraccio e cullo chi mi abbraccia,  un momento di profonda gioia e gratitudine, sono in pace con me stessa, c'è in quell'abbraccio un'energia d'amore che sembra espandersi dai corpi. Più tardi, nel momento della condivisione, ringrazio Mario che è stato il mio ostetrico. Quanto alla visualizzazione del Budda. E', mi dice il prof. Filippo Falzoni, il budda che ride, il budda cinese. Mio padre, aveva acquistato quel Budda, e come quel budda, aveva la stessa grossa faccia sorridente e lo stesso grosso corpo placido, ricomprendo la sua calma eterna, la serena e fondante forza del suo sorriso, la sua profondissima e saggia soddisfazione di vivere. Non era un uomo semplice, come dice la mia mente razionale, era un'anima che amava la vita, per questo ispirava tranquillità, serenità e fiducia. Non avrei potuto nascere, se non attraverso mia madre, ma è lui che mi ha accolto.