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"Conoscere la strada non basta; bisogna percorrerla o, se non si in grado di farlo, lasciarsi portare. La natura umana esteriore, vitale e fisica, resiste fino all'ultimo, ma l'anima, una volta che abbia sentito il richiamo, prima o poi arriva alla meta. (Aurobindo)"

Ciao Mario, Ho aspettato un pò di giorni prima di scriverti, in modo da metabolizzare meglio l'esperienza della mia prima respirazione e lasciare emergere in modo spontaneo e naturale eventuali insight, cambiamenti o quant'altro. Qui sotto ti allego alcune righe descrittive di ciò che ho provato e vissuto il 15 giugno. Passando al dunque; se potessi dire a parole quello che è stato il nocciolo di significato e di sensazioni della respirazione, quello che più mi e rimasto impresso e peraltro mi ha accompagnato anche nei risvolti pratici della quotidianità, direi: ascoltare il corpo e lasciarlo agire, ascoltare le emozioni e lasciarle libere di esprimersi.  Non bloccare più nulla, anzi dargli un'opportunità di Vita. Affermare che in molti momenti della respirazione ho avvertito questo in modo molto profondo non e sbagliato ma sarebbe meglio dire che l'ho fatto, semplicemente e senza troppi passaggi mentali.
Ho capito che anche se ascoltarsi può essere difficile, far male o sembrare impossibile, alla fine tutto passa e resta la libertà, il nulla, un sorriso e la consapevolezza che non ce niente di più naturale e bello che lasciarsi Essere.
Questo e un grosso nodo del mio aspetto caratteriale e biografico che mi aspettavo venisse fuori. In questo momento, scrivendo, ed in generale in questi giorni, sembra che gli eventi ed un naturale flusso interno mi spingano a prendere consapevolezza di questa libertà ad un piano diverso da quello mentale. A viverla concretamente.
Un abbraccio a te, Stefania, Antonio e ai simpatici amici di Trasacco  (dell'altro non ricordo il nome).
 
Antonio