Caro Mario, ho scritto la seduta di ieri, alla luce della sua elaborazione durante la notte...ma dormivo!
Dopo il Reb  di ieri, oggi mi sono svegliata con una informazione nuova, una consapevolezza rassicurante.
 La seduta  iniziata con  una bella respirata che  diventata presto un volume ed uno spazio aperto enorme,  un tutt'uno fra dentro e fuori, una corrente intensa che circola e che pervade tutto il corpo; purtroppo  questa volta si ferma al collo, come se la testa non ne volesse sapere; un limite odioso ma insuperabile! E pure, anche così, una sensazione foriera di un piacere infinito che tutti si dovrebbero regalare almeno una volta nella vita!.
All'improvviso il panico prende il posto di quel flusso piacevole;  quel panico che le prime volte mi bloccava, mi toglieva il respiro, un terrore che mi spingeva a smettere di respirare ma sul quale avevo respirato più volte, intensamente, uscendo distrutta da quelle sedute.
Ma ieri è stato diverso, ho respirato su quel panico e me lo sono goduto tutto, era la mia solita compagnia, nulla di cui aver paura.  Come si può non aver panico del panico? Si può sentirlo e farsi coccolare da quella sensazione nella certezza, ormai conseguita,  che non è null'altro che una emozione,  che non ti uccide, non ti toglie il respiro, e che abbandoni quando vuoi, quando decidi di dismetterla ed a cui dai l'appuntamento alla prossima volta, con orgoglio. Dunque oggi quel nemico invincibile che prima mi spingeva a smettere di respirare e che quotidianamente mi invitava a rinunciare a vivere,  oggi si è trasformato in un compagno di viaggio che non ho più bisogno di  combattere;  c'è ancora,  senza invalidarmi perchè in me c'è spazio anche per esso,  convive col coraggio e lo alimenta.
 Grazie Mario e grazie anche a me per aver creduto in te e per essermi affidata.
 Oggi ho capito anche che affidarsi è liberarsi dalle briglie di se stessi.

A.