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"Conoscere la strada non basta; bisogna percorrerla o, se non si in grado di farlo, lasciarsi portare. La natura umana esteriore, vitale e fisica, resiste fino all'ultimo, ma l'anima, una volta che abbia sentito il richiamo, prima o poi arriva alla meta. (Aurobindo)"

Bolsena Novembre 2005. In questi anni di utilizzo del Rebirthing non ho mai avuto sedute particolari. Per particolari intendo ricordi traumatici o blocchi emozionali del mio vissuto che non sono stati metabolizzati e integrati nella mia personalità; per particolari intendo pensieri ossessivi che mi creano malessere perchè irrisolvibili; intendo ancora visioni o dei veri e propri film che invece in diversa misura negli altri ho spesso ascoltato.

Quello che invece costantemente affiorava e veniva ad essere dopo ogni seduta era una calma e lucidità come se fosse stata fatta una pulizia disco o una deframmentazione, tutto stava al proprio posto. Solo una volta la seduta, anzi le sedute perchè si trattava di un week end ,hanno preso uno sviluppo

completamente diverso dalle solite. Dopo la chiacchierata iniziale di Filippo ( Dott Filippo Gallerani Falzoni) ho iniziato a respirare e il tutto si è concluso dopo circa 45 minuti con il solito rilassamento e stato di lucidità. Mentre guardavo gli altri amici che continuavano ho cambiato posizione, da supino mi son messo carponi e da questa posizione lentamente ho ripreso a respirare accompagnando il respiro con il piegamento delle braccia. Respiro dopo respiro l'intensità dello stesso aumentava, così anche i piegamenti sulle braccia. Una perfetta sincronia tra l'espirazione e il piegamento e l'inspirazione e la distensione delle braccia in un ritmo sempre più intenso e vorticoso. e  all'improvviso. PAFFFFFFFFF!!!!!!!!!!!! Il mio corpo e tutto quello che rappresentava e che in quel momento stava facendo non ero io.. non riconoscevo a quell'agire, a quei movimenti, a quei farfugliamenti (si perchè blateravo e urlavo chissà che cosa) ciò che io ritenevo fosse la mia volontà. Ero una coscienza dentro quel corpo che in disparte guardava.

Inizialmente frastornato ed impaurito da quella voce che non riconoscevo mia e che partiva dal pube; intimorito da quel suono così profondo, così viscerale e soprattutto ripeto che non riconoscevo mio, cioè voluto da me a dar forma a una qualsiasi rabbia. In quel mentre si è avvicinato Fulcian iniziando a recitare qualcosa che da quella consapevolezza che era in disparte dentro quel corpo è stata intesa come un mantra di cui ne ha deriso profondamente la recitazione e l'efficacia, mentre un'altra parte si pronunciava con minacce rivolte all'autore di quella recitazione senza però darne seguito. Di nuovo PAFFFFFFF!!!!!!! E quell'incredibile energia che per più di unora e un quarto (a detta degli amici) mi ha sostenuto nei piegamenti sparisce istantaneamente facendomi afflosciare esausto incapace di qualsiasi movimento.

La seduta del giorno dopo fotocopia della prima con la variante del mancato intervento di Fulcian e che questa volta quella coscienza e quella consapevolezza che riconoscevo come mia rideva di quella libertà espressa con urla e grida che potevano anche avere una coloritura drammatica. Ora a distanza di qualche mese riconosco che quelle urla e quelle grida non erano altro che la liberazione da parte della mia memoria materiale di un infinito grido mai espresso. Miliardi di microurli trattenuti, ingoiati. Dolore e malessere esistenziali giovanili, dolore e malessere di emozioni represse, di affetti non consumati. Dolore e malessere filiale per un'idea di genitori che non corrispondevano a quelli reali, tutto questo liberato da quella parte di me che aveva in carico di custodire tutte queste cose mentre l'altra parte sempre esente ed immune da questo a ridacchiare delle mie vicissitudini. A tutt'oggi non ho più nulla DA GRIDARE, non perchè il sacco è stato svuotato ma perchè quella parte che è sempre immune da tutte queste necessità e bisogni ha preso la direzione dell'orchestra del mio io.

m.