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"Conoscere la strada non basta; bisogna percorrerla o, se non si in grado di farlo, lasciarsi portare. La natura umana esteriore, vitale e fisica, resiste fino all'ultimo, ma l'anima, una volta che abbia sentito il richiamo, prima o poi arriva alla meta. (Aurobindo)"

Ok proviamo a mettere per iscritto l’eruzione di Polvese. Eh sì!!!!.. Polvese ha letteralmente polverizzato l’ultimo residuo diaframma emotivo ed emozionale che racchiudeva tutto il rimosso formatosi, ed  inerente a mia madre; riguardante un preciso momento di estrema conflittualità con mio padre. Avevo circa sedici anni.

 La pesca è iniziata il sabato favorita da questa energia femminile – 25 donne non son mica poche- che si è condensata  in unica immagine archetipica di donna lacerata dal dovere,sottomessa nel corpo ,nello spirito e

nell’anima, disconfermata e negata, frustrata e fiacccata in secoli di soprusi e di stupri. Questa immagine è stato un’improvviso colpo di maglio che ha fatto vacillare  il controllore ..il guardiano del mio essere emotivo che custodiva ostinatamente il ricordo di una madre che cercava di difendersi e soccombere sotto la violenza di un padre in preda ai fumi dell’alcool…all’epoca… qualche giorno dopo gli dissi che non era più mio padre e che non lo volevo più sentire…oggi comprendo anche la sua fragilità che lo portò a tali gesti.

 Il mio rapporto con il femminile sicuramente è stato marchiato da questa esperienza..e non ho fatto altro nelle mie relazioni che cercare di RIPARARE  questa antica macchia .

E….il pescato è venuto a galla Domenica…sopraffatto dall’intensità delle percezioni del sabato e di un sentire che emozionalmente- in tutta la propria dirompente forza-mi ha schiacciato in un angolo della sala.               M.