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"Conoscere la strada non basta; bisogna percorrerla o, se non si in grado di farlo, lasciarsi portare. La natura umana esteriore, vitale e fisica, resiste fino all'ultimo, ma l'anima, una volta che abbia sentito il richiamo, prima o poi arriva alla meta. (Aurobindo)"

Devo incontrare mario; per la terza seduta nel pomeriggio. La mattina ho bisogno di una esperienza personale. Comincio a respirare e mi inoltro nella parte profonda del mio io. Vedo il plesso solare aprirsi, all'interno c'è una bara di colore marrone rivestita di stoffa bianca. un'aquila  pronta per un trasporto. un uomo vestito di bianco arriva (forse da una bara diversa da quella contenuta nel mio plesso solare, e non riesco a distinguere se arriva da me o da altro luogo). L'uomo vestito di bianco, in particolare con un vestito bianco giacca pantaloni e camicia bianca e un cappello estivo colore avana, vola lontano sulle ali dell'aquila, mi sento libero, forse  purificato. E. N.

Esperienza della II seduta avuta sotto il controllo di mario , che saluto cordialmente, a Trasacco il 16 maggio 2007. mi lascio andare completamente a tutte le emozioni che arrivano in modo spontaneo: dolori e gioie si incrociano e poi via in viaggio; mi trovo in treno ad altissima velocità, in un tunnel o ponte protetto tutto intorno da rete metallica incrociata a quadrati molto piccoli. E ancora, in un'auto futuristica sempre ad altissima velocità sul rettilineo della piana del fucino (Trasacco - autostrada), difficile valutare la celerità, 300/400 km orari. e per finire su di un aereo ad altissima velocita', io sono all'esterno come ad un timone di nave e la guido. mi aspetta un uomo vestito di bianco(un angelo?) e poi una statua, quella della liberta'. SONO LIBERO.

Come sempre, la mente razionale -come ormai amiamo chiamarla nelle nostre chiacchiere- non ne vuole sapere di non vagliare tutto quanto ha visto su di sè nella scorsa seduta di reb e per i giorni che seguono non c'è verso di dirottarla su altro. Ma in fondo sarà pure la via giusta, quella dell'esegesi, per permettere che quei lumi intravisti respirando rischiarino un poco anche questa quotidianità così netta e certa. E noi, quindi, lo permettiamo...e l'intelletto, quello delle categorie, quello che lega, guarda attentamente tutto ciò che ci succede respirando e poi lo lega insieme a tutto quanto si presta, una volta preso dall'al-di-qua, a combaciare. Sarà come dici sempre tu di me, che  la mia zona franca, che  il campo che cammino più facile e quello in cui le immagini mi affiorano più lisce, il lavoro mio più usato... eppure, poi, scremando e dividendo le facili associazioni che immediate ci sembrano le più dritte, si deve tornare sempre all'intuizione, senza la quale io non capirei alcunchè. E non è paradossale che arrivi con qualche tempo di ritardo o che abbia sempre bisogno, per affiorare, di ritrovare quella sorta di distanza fra me e l'esperienza, come questa situazione fosse il suo unico terreno usabile. E allora arriva. Sto facendo altro, sto scrivendo una confessione o mi sto condividendo con chi mi è più caro fra tutti gli esseri, chi mi è più vicino e chi sa condividersi con me fin dove nessun altro può. Ed ora è nitida cosa tutto. I muscoli dietro le spalle che tirano e la mano che li massaggia -cosa nuova per me, che mi tenevo sempre tutto fermo, come a non voler disturbare col corpo quel mondo tutto nuovo delle altre coscienze-. E sono nitida cosa le mani sulle palpebre che schiariscono l'esterno, la testa che si volta a sinistra a cercare una luce e un qualcosa e un ambiente che forse so già, sparso forse in ricordi remotissimi. E sono ancor più nitida cosa i dolori sull'addome e le contrazioni e gli occhi che si stringono e le smorfie della bocca. Sono nitide le percezioni che avevo di me e dell'altro e sono nitidi i tuoi urli di neonato, che sembrano due o addirittura tre piangenti insieme. E di colpo, sembrano nitide cose anche tutti i sostrati di tutte le mie percezioni e dei miei moti. Di colpo, sembra così chiara l'assonanza fra questo mio attuale movimento e quelle immagini, che per intensità, forse,  simile solo a quanto ho avuto nel giorno zero.

Ciao Mario, da piu' di un mese che cerco di inviarti una e-mail, ma ogni volta che ci provavo non riuscivo a trovare le parole giuste. In questo momento potrei scrivere un libro di 500 pagine da quando sono ispirato; sabato 2 sett. 2006 alle ore 13,00 la mia vita ha avuto una svolta incredibile.
Le emozioni, le sensazioni di consapevolezza sono stati cosi intense da rendermi un'altra persona, e a casa tutti se ne sono accorti. Ma in fondo io cosa cercavo: niente, 20 anni di matrimonio felici, 3 figli, la casa dei miei sogni quasi realizzata, un lavoro pagato piu' che bene.
Invece in un attimo sono morto e rinato come una persona diversa, piu' consapevole dell'amore che si può provare verso tutte le persone, avrei voglia di abbracciare tutti, mi devo trattenere altrimenti mi prendono per matto. Sono anche consapevole che questo stato non sarà per sempre ma non importa prender tutto quello che mi capiterà come un dono da ricambiare con amore e gioia; inoltre l'essere che ho ritrovato dentro di me e che avevo dimenticato, da oggi mi accompagnerà per il resto della mia vita. La gratitudine  una grande forza motrice purifica, esalta attrae nuove energie. La gratitudine per te e il dott. Filippo rimarrà per sempre nel mio cuore indelebile. Grazie Mario un abbraccio (An.....

rebirthingScopritore del Rebirthing è stato Leonard Orr , che ne ha elaborato i principi costitutivi durante un periodo di circa quindici anni, anche se la fase determinante di creazione del metodo di lavoro con il respiro si è svolta tra 1974 e il 1977. Nato nella cittadina di Walton, Orr è ultimo di sei fratelli.

La madre, che già dopo il terzo figlio aveva deciso di non averne altri, alla notizia di un’ulteriore gravidanza sviluppa un profondo rifiuto verso il nascituro. Tali emozioni negative influiscono sul bambino durante la vita intrauterina, e nel periodo dell’infanzia e dell’adolescenza si manifesteranno attraverso seri problemi di apprendimento e periodi di grave depressione.

Proprio la consapevolezza dello stretto legame che intercorre tra le condizioni di concepimento e nascita e le inclinazioni manifestate durante la crescita e l’età adulta, è il primo degli aspetti fondamentali che lo hanno portato alla scoperta della tecnica del rebirthing. Una prima esperienza di rebirthing per Orr avviene nel 1962, quando, facendo il bagno, sente l’urgenza di rimanere il più a lungo possibile nell’acqua calda della vasca: infatti in condizioni simili a quelle del feto nel liquido amniotico inizia ad avere ricordi psico-fisici della sua nascita. Tra il 1962 e il 1968 tali esperienze si ripetono con sempre maggior intensità, finché durante una di queste, nel 1968, riesce ad averne ricordi consapevoli.

Contemporanei a tali scoperte sono però gli episodi di depressione con pensieri di suicidio, culminati nel 1967 con il tentativo di togliersi la vita, abbandonato repentinamente.