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"Conoscere la strada non basta; bisogna percorrerla o, se non si in grado di farlo, lasciarsi portare. La natura umana esteriore, vitale e fisica, resiste fino all'ultimo, ma l'anima, una volta che abbia sentito il richiamo, prima o poi arriva alla meta. (Aurobindo)"

Filippo Falzoni Gallerani (nato a Cento il 15-7-1951), si è laureato a pieni voti in psicologia ed  iscritto all'Albo degli Psicologi. Ha seguito corsi d'analisi Junghiana, e nel 1974-75 sotto la guida del Prof Max Beluffi, ha seguito training presso l'Ospedale Psichiatrico Paolo Pini in Milano. Ha poi seguito corsi di perfezionamento post universitari presso la "California Family Study Foundation" di Los Angeles e seminari e congressi del "Mental Research Institute" di Palo Alto, (San Francisco) e dell'UCLA (University of California Los Angeles). Ha svolto studi approfonditi sull'opera di Ken Wilber , sull'Advaita Vedanta, sul Kundalini Yoga, sul pensiero di Krishnamurti, Ramana Maharshi, Aurobindo e di altri Maestri nella ricerca di una sintesi coerente del pensiero Orientale e Occidentale. Ha approfondite esperienze nel campo dell'ipnosi, degli stati non ordinari di coscienza e delle tecniche tradizionali del Buddismo, dello Zen, del Taoismo, dell'Induismo e dello Yoga. Dal 1975 ha trascorso lunghi periodi in India dove ha seguito le pratiche insegnate da un maestro Shivaita per molti anni e durante i suoi numerosi viaggi (a tutt'oggi una trentina di successivi soggiorni nella sola India). Ha incontrato Maestri di diverse scuole e tradizioni

Dopo un,eufemisticamente, deludente confronto con il mondo della Newage ll Prof. Filippo Gallerani Falzoni ha sentito il bisogno di chiarire ulteriormente la differenza del "Rebirthing ad approccio transpersonale" con quello praticato da altre scuole e di prendere definitivamente le distanze da un certo tipo di newage.
Ecco un breve stralcio di un suo articolo:
(...). "Molti rappresentanti della Newage, nella totale mancanza di profondità culturale ed esperienziale, sfruttano il desiderio di molti di aver soluzioni consolatorie per sfuggire alla realtà della vita. Invece di aiutare a crescere insegnano come fuggire in realtà immaginative fantascientifiche e fantaspirituali, dove le regressioni al pensiero magico e le emozioni misticheggianti di menti suggestionabili vengono prese per esperienze spirituali autentiche e portate ad esempio dell'efficacia di quanto viene proposto. Non meraviglia che perfino Ken Wilber, che critica duramente le posizioni della Newage, venga fagocitato in questo movimento solo perchè tratta di dimensioni interiori o di Filosofia Perenne, seppur all'interno di profondi studi interdisciplinari con radici scientifiche, filosofiche e spirituali serie e coerenti. Chi lo cita a

Può accadere che si sottopongano al Rebirthing individui "realizzati", cioè delle persone che hanno già raggiunto un buon grado di armonizzazione interiore e autoconoscenza e che si sentono a loro agio nel mondo (coloro che insegnano Rebirthing dovrebbero appartenere a questa categoria o per lo meno essere sulla buona strada). Con queste persone le sedute possono essere particolarmente interessanti e condurre a livelli molto profondi. In questi casi le manifestazioni dolorose fsiche ed emotive sono quasi sempre del tutto assenti e vengono sperimentate principalmente sensazioni piacevoli associate a fenomeni di tipo transpersonale, e percezione della trasparenza dell'io, coscienza di sè come testimone senza forma ecc. Uno yogi

II Rebirthing offre ottimi risultati anche quando viene applicato a persone anziane e a bambini. Nella maggior parte dei casi durante le sedute con persone anziane non si verificano reazioni vistose. Molti fanno fatica a mantenere a lungo un respiro aperto, intenso e fluido come farebbe un giovane: le visioni e le reazioni fisiche sono più rare, ma i risultati e i benefici indotti dalle sedute sono spesso molto buoni. Non solo momenti introspettivi e rasserenanti, ma anche una generale vitalizzazione dell'organismo. Stupisce osservare a volte come, a seguito di sessioni respiratorie non particolarmente intense, o addirittura leggere e superficiali, si possa registrare nelle persone anziane la scomparsa degli stati d'astenia e di depressione, con susseguente rinnovamento della vitalità e della voglia di vivere. Molte persone anziane si sentono stanche e depresse perchè con il passare degli anni hanno accumulato tensioni e rigidità toracica, che possono essere dissolte riattivando la respirazione. L'individuo molto anziano si trova a tirare le somme della vita passata e a considerare la morte l'evento inevitabile più importante da affrontare. Le esperienze d'autocoscienza indotte dalla respirazione sono uno strumento

Aggiungo qualcosa per chiarire alcuni punti riguardo alle tecniche respiratorie in generale, piuttosto che porre l'accento sulle differenze con altri metodi. Recentemente sono stati diffusi su Internet articoli che mettono in guardia dai pericoli dell'iperventilazione. Anzi, secondo queste ricerche, la gente si ammala per un'eccessiva respirazione e molti individui sarebbero in costante stato d'iperventilazione. Nell'attesa di pubblicare una raccolta delle ricerche scientfiche moderne che rivedono radicalmente molte idee sull'iperventilazione, posso affermare che seppure è vero che alcuni individui soffrono di sileni iperventilation (iperventilazione di cui non si rendono conto) e che ci sono individui che hanno un respiro corto, accelerato e disarmonico che conduce a disturbi specifici, il metodo che propongo, seppure comporta eventuali fasi di iperventilazione, è in realtà adatto a facilitarne la soluzione. Non s'insegna, infatti, a respirare di più, bensì a respirare meglio. Dopo la temporanea attivazione del respiro durante la seduta, la respirazione