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"Conoscere la strada non basta; bisogna percorrerla o, se non si in grado di farlo, lasciarsi portare. La natura umana esteriore, vitale e fisica, resiste fino all'ultimo, ma l'anima, una volta che abbia sentito il richiamo, prima o poi arriva alla meta. (Aurobindo)"

L'alterazione momentanea dello stato di coscienza favorisce l'allentarsi delle difese dell'io, ed  possibile prendere contatto con le dimensioni inconsce e superconsce. Ottenuto dapprima uno sblocco bioenergetico, l'atteggiamento introspettivo favorisce l'emergere di profondi stati contemplativi. Dalla coscienza del "testimone" che osserva il fluire dei mondi creati dalla mente, e dal suo immedesimarsi in s nel S, si raggiunge l'ineffabile stato non-duale d'Unit con il Tutto. L'accesso allo stato di risveglio e al silenzio mentale, oltre il quale non ci sono parole per alcuna descrizione, non  un'esperienza rara riservata solo ai praticanti avanzati, ma pu manifestarsi a chiunque si ponga nell'auto osservazione con l'atteggiamento opportuno e si riscontrano ben evidenti benefici in coloro che raggiungono il fondamento dell'essere in questi momenti ineffabili. Il raggiungimento dei livelli superiori della consapevolezza avviene attraverso un progressivo risolversi dei nodi dei livelli inferiori d'identificazione (con il corpo, gli istinti, le emozioni e il pensiero). Nell'esperienza ultima il "nodo dell'io"  tagliato, ci si congiunge con la natura profonda dell'essere, e una nuova nascita e una nuova vita si dispiegano per noi.
Filippo Falzoni G.