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"Conoscere la strada non basta; bisogna percorrerla o, se non si in grado di farlo, lasciarsi portare. La natura umana esteriore, vitale e fisica, resiste fino all'ultimo, ma l'anima, una volta che abbia sentito il richiamo, prima o poi arriva alla meta. (Aurobindo)"

Se per la salute generale la respirazione è importante, la relazione tra respiro e attacchi di panico  cruciale è diretta. Solamente dagli inizi degli anni ottanta il DAP (disturbo da attacchi di panico) stato inserito nel manuale diagnostico e statistico redatto dalla American Psychiatric Association come disturbo specificamente identificato. Ho avuto presto modo di riconoscere con certezza il rapporto esistente fra l'insorgere delle crisi di panico e gli squilibri associati alla respirazione, e già nel 1986 fu pubblicato sul Corriere della Salute allegato del Corriere della Sera, un articolo sulle mie ricerche. Esaminando moltissime persone che soffrivano di questo disturbo, ho rilevato che nella maggioranza dei casi all'origine del panico cè un meccanismo molto semplice: individui (spesso inconsapevoli di soffrire da tempo di una respirazione non ottimale, irrigidita e contratta) sono estremamente spaventati dalle sensazioni che emergono quando inconsapevolmente intensificano la respirazione. La sensazione di "mancanza d'aria" che accompagna a volte l'iperventilazione, e i meccanismi associati agli squilibri acido-basici producono sensazioni forti e inaspettate che il soggetto non sa come affrontare ed interpretare e che lo disorientano fortemente. I sintomi più comuni sono: timore di perdere il controllo, sensazione di soffocamento, sensazione di svenimento, giramenti di capo, tachicardia, tremori, sudorazione, depersonalizzazione, torpore o formicolio, improvvise vampate di calore o senso di freddo, fastidio al torace, paura di morire, paura di impazzire o di fare qualcosa d'incontrollato.

Tratto da: Rebirthing Transpersonale" di Filippo Falzoni Gallerani - pgg. 83/88
In questi anni si  incominciato a dibattere molto intorno a queste disfunzioni e gli sviluppi delle ricerche farmacologiche hanno spesso alimentato eccessive speranze circa la possibilità di risolverle una volta per tutte con farmaci appropriati. Se è vero che in alcuni casi l'intervento farmacologico si è rivelato molto efficace, molto spesso si è riscontrato che esso è insufficiente, sintomatico, non in grado di incidere sulle cause che si trovano a monte, e non privo di effetti collaterali indesiderabili. E' stato provato che il corpo umano reagisce a uno stimolo doloroso o spiacevole irrigidendo la muscolatura, mentre uno stimolo gradevole induce rilassamento. Ripetute sensazioni sgradevoli fanno acquisire una tensione che col tempo, a causa di quei meccanismi da circolo vizioso del tipo: sono teso perchè sto male e sto male perchè sono teso, può assumere caratteristiche di cronicità. Lo stress ha grande rilievo nella famiglia dei mali

Tu non puoi vedere colui che vede mediante la vista, tu non puoi udire colui che ode mediante l'udito, tu non puoi pensare colui che pensa mediante il pensiero, tu non puoi conoscere il conoscente con la conoscenza. Questo il tuo Atman che è in ogni cosa. Chandogya Upanishad
La meditazione, l'introspezione, l'autoindagine, l'attenta osservazione dei processi coscienziali e mentali, sono certamente i mezzi con cui l'uomo pu districarsi dai vincoli dei condizionamenti di un vivere meccanico e vuoto. Gesù diceva: "La Verità vi renderà liberi" e "il Regno dei Cieli è dentro di voi". La filosofia, (l'amore per la conoscenza), capacità di dare senso all'esistenza, lo sviluppo dell'intelligenza e della comprensione, l'attenta investigazione della Verità certamente l'aspetto più importante della vita interiore dell'individuo. Da ciò nasce la capacità di amare la vita. Nell'uomo  è insito un programma teso allo sviluppo del potenziale per la realizzazione di serenità e pienezza. L'intelligenza intuitiva da cui si attinge la conoscenza diretta, appartiene ai livelli transmentali, che trascendono cioè il pensiero razionale. E' con gli occhi dell'anima che l'anima prende coscienza di se. Solo la conoscenza dell'anima e l'armonia ci donano la capacità di vivere pienamente una vita creativa e spontanea. Questa conoscenza non è prodotto dell'accumulo d'informazioni, dati e speculazioni intellettuali, ma risveglio della coscienza di se, ed accesso a stati non ordinari di consapevolezza, e quindi, a nuovi livelli di comprensione. Gli sforzi dell'io e le strategie del pensiero sono inutili nel processo del risveglio. La Grazia, la visione intuitiva e la pienezza giungono a noi quando la mente tace e l'io si dissolve nella consapevolezza. E' proprio per facilitare l'induzione di stati non ordinari e il risveglio della consapevolezza, che le tecniche di respirazione proposte dal Rebirthing Transpersonale si rivelano particolarmente opportune ed efficaci. Nella pratica del respiro intenso si entra in contatto con sensazioni immediate e la mente può liberarsi facilmente dai giochi circolari del pensiero, focalizzandosi sul fluire delle sensazioni, che sono spesso intense e coinvolgenti.

Le parole sono molto importanti per la formulazione di concetti. Quando si sono formulati concetti coerenti in relazione alla natura del pensiero e dell'essere, si va oltre alle parole, perchè la realtà può essere sperimentata, ma non descritta. La coscienza si sviluppa attraverso il dischiudersi di livelli successivi di consapevolezza di se. Un sano sviluppo avviene quando si realizza la trascendenza e l'integrazione delle differenti fasi coscienziali. Dall'incoscienza di una complessità frammentaria possiamo raggiungere l'immedesimazione nell'Uno, lo stato di Coscienza Cosmica o esperienza non duale della realtà. Tale stato è meta d'ogni sentiero di ricerca interiore ed essenza di tutte grandi le religioni. Se usiamo il linguaggio per comprendere la realtà, dobbiamo osservare alcuni riferimenti indispensabili per giungere ad una visione coerente oltre alla quale ci attende l'ineffabile esperienza diretta. Userò quindi termini di Ken Wilber, il quale ci ricorda che nell'universo ogni singolo essere animato ed inanimato è un "Olone", un'entità vale a dire che può essere considerata sia come unità in se, sia come parte di un tutto più grande. Ogni olone deve essere osservato nella sua posizione "olarchica", nella

Si dice generalmente "Conosci te stesso". Ma non è un modo corretto di dire, perchè se diciamo di conoscere il sè, ci dovranno essere un Sè che conosce ed un Sè che è conosciuto. Lo stato di realizzazione è semplicemente essere il Sè, senza conoscere e diventare nulla.

Ramana Maharshi

La comprensione intuitiva della natura della coscienza porta con sè nella vita d'ogni giorno una meravigliosa sensazione d'armonia, distensione e libertà. Lo sviluppo umano non si limita al raggiungimento di un pensare maturo, alla conquista dell'autocontrollo e di una disciplina efficacemente finalizzata agli scopi desiderati, e neppure ad una spontaneità istintiva senza regole che ci fa schiavi del corpo e dell'impulso. Oltre al movimento superficiale del pensiero, se osserviamo attentamente il silenzio, ci troviamo in contatto con il "Testimone interiore", l'osservatore dei pensieri e dei fenomeni (l'"IO - IO" come lo chiamava Ramana Maharsi). La sensazione immediata "d'essere consapevoli" affiora da uno stato ineffabile, lo stato prima della coscienza dell' "io sono". Lo stato in cui la coscienza  pura potenzialità immersa in se stessa. L'esperienza umana  l'espressione evolutiva di un cammino d'autoconoscenza che conduce da condizioni d'ignoranza, dipendenza e sofferenza, alla conoscenza, alla liberazione e alla serenità. Le esperienze di risveglio e consapevolezza si situano oltre il pensiero. Sono stati in cui la coscienza, libera dall'identificazione con l'apparato mente corpo, osserva il movimento del pensiero, ne riconosce i limiti e li trascende. La Filosofia Perenne che accomuna gli aspetti profondi delle principali scuole mistiche (Cristiana, Indù, Buddhista ecc.) sostiene che la realtà consiste di varie dimensioni o "reami" interconnessi (la Grande Catena dell'Essere) che possono essere riassunti: in materia, corpo, mente, anima e spirito. Ogni livello integra e trascende il precedente. Oltre alla realizzazione di un corpo sano e di un'io stabile ed equilibrato, il processo di crescita può continuare, oltre la mente nei piani: psichico, sottile, causale, per culminare nell'immedesimazione non duale con Brahman, il Sè Transpersonale, nella pienezza della salute olistica in cui corpo, mente, anima e spirito s'integrano armonicamente. Questo processo, frutto di un risveglio consapevole alla realtà, non è la meta per pochi individui casti, disciplinati e "fuori dal mondo", non è una regressione al pensiero mitico e alla superstizione. E' l'intelligente integrazione dei livelli che l'uomo moderno può realizzare mantenendo un pieno ed efficace contatto con la realtà, le emozioni e le passioni, vivendo i propri desideri consapevolmente e senza identificazione: questo è l'insegnamento essenziale del Tantra. Questa può essere una via alla spiritualità laica dell'era informatica, la maturazione creativa della postmodernità, la risposta al bisogno di libertà e pienezza d'ogni uomo sufficientemente evoluto.
Quando si hanno solo sensazioni, percezioni ed impulsi, il mondo è arcaico. Quando aggiungi la capacità di formare immagini e simboli, il mondo appare magico. Quando aggiungi concetti regole e ruoli il mondo diventa mitico. Quando emergono capacità riflessive formali, il mondo appare razionale. Con il pensiero sintetico integrato si vede il mondo esistenziale. Quando il sottile emerge, il mondo diventa divino. Quando emerge il causale l'io diventa divino. Quando emerge il non duale, il mondo e l'io sono realizzati come lo Spirito uno. Ken Wilber
Filippo Falzoni G.