Tecnica priva di controindicazioni, il Rebirthing pu essere applicato praticamente a nati, dai bambini agli anziani, senza escludere, salvo qualche limitazione.
Rebirthing e gravidanza.
La vasta casistica dei ricordi prenatali  ancora di rado presa in considerazione dalla psicologia tradizionale, tuttavia  dimostrato che il nascituro  cosciente e sensibile, in grado di percepire con precisione e intensità gli stati d’animo materni e quel che avviene nell’ambiente circostante, e che da queste prime impressioni sarà influenzato per tutta la vita. I ricordi associati alla nascita sono una risposta naturale allo sblocco catartico prodotto dalla liberazione del respiro, in relazione a uno dei momenti più intensi e drammatici che accadono nella vita di un individuo.
La respirazione è molto importante per la madre nei mesi di gravidanza ed è fondamentale durante il parto. Se la madre ha risolto il trauma della propria nascita prima di partorire, è probabile che eviti di ripetere lo stesso schema e quindi che il parto sia molto più facile. Ella dunque può trarre un grande beneficio da alcune sedute preventive di Rebirthing, sia per se che per il bambino. Una respirazione molto intensa, Tuttavia, può provocare una nascita prematura, perciò il Rebirthing dovrà essere praticato in tutta sicurezza soltanto nei primi mesi di gravidanza. In seguito, gli esercizi di respirazione dovranno essere molto dolci e controllati.

La donna nei primi mesi della gravidanza è generalmente un ottimo soggetto per il Rebirthing, perchè le sue particolari condizioni facilitano l’insorgere del naturale rapporto tra mente e corpo. Come in uno stato di grazia che le permette di accedere senza difficoltà a momenti di profonda armonia.
Dovrebbe essere alla base della cultura di ogni madre e di ogni medico la consapevolezza che non solo la nascita è un momento di determinante importanza, ma anche tutto il periodo della gestazione, perchè il feto è una coscienza che viene plasmata dagli avvenimenti psichici che hanno luogo vicino a lui. Ricerche sullo sviluppo sensoriale fetale provano che il bambino, dal periodo prenatale, è dotato di sensibilità, di memoria. Osservazioni psicologiche e psicoanalitiche mostrano infatti che, tutto ciò che la madre vive, il bambino lo vive con lei: i sentimenti e i pensieri della madre sono trasmessi al feto e si registrano nel subconscio, influenzando in tal modo la sua personalità futura. Così indicano le ricerche biologiche. L’aver provato che il feto è capace di relazioni sensoriali nei confronti del suo ambiente, mostra che possiede gli elementi necessari per imparare. I ricercatori hanno scoperto l’esistenza di un legame intrauterino non meno complesso, sfumato e sottile della struttura relazionale che si realizza dopo la nascita.
Se affrontato con atteggiamento corretto, l’evento della nascita può essere un’esperienza mistica e non un trauma per madre e bambino. Le immagini cristiane della Madonna con Bambino sono anche delle rappresentazioni di questo mistero. Se ancor prima della gravidanza ha imparato a lasciarsi andare con la pratica del Rebirthing, durante il parto la donna potrà sperimentare la potenza della natura che opera in lei e vivere un’esperienza di straordinario valore trascendente. Queste nascite quasi prive di dolore per la madre non sono traumatiche per il bambino, il quale potrà così venire al mondo nel modo migliore. Il medico francese F. Leboyer ha scritto opere di grande interesse sulle tecniche naturali di parto che sono state definite “nascita dolce”. Si rimandano i lettori alle sue opere, auspicando che il Rebirthing possa trovare un fertile terreno e i suoi interpreti migliori proprio fra i medici e le infermiere che operano in ostetricia. L’importanza della nascita e la responsabilità di chi deve assistere una partoriente dovrebbero invece indurre coloro che lavorano nel campo a fare studi specifici che, data la vastità della materia, non possono venir affrontati in queste pagine. Certamente, nella preparazione di tali operatori sanitari, la padronanza delle tecniche di respirazione  fondamentale per poter rispondere positivamente ai fenomeni bioenergetici ed emotivi che si manifestano durante questo evento critico e rispettare la particolare consapevolezza del nascituro.
Grof ha teorizzato con grande precisione e chiarezza le visioni associate alle fasi specifiche della vita perinatale, che vanno dalla vita del feto nelle sue prime fasi di sviluppo, al restringersi dello spazio, culminante nella nascita vera e propria, e alla separazione dalla madre.
Filippo Falzoni G.