Tratto da: Rebirthing Transpersonale” di Filippo Falzoni Gallerani – pgg. 83/88
In questi anni si  incominciato a dibattere molto intorno a queste disfunzioni e gli sviluppi delle ricerche farmacologiche hanno spesso alimentato eccessive speranze circa la possibilità di risolverle una volta per tutte con farmaci appropriati. Se è vero che in alcuni casi l’intervento farmacologico si è rivelato molto efficace, molto spesso si è riscontrato che esso è insufficiente, sintomatico, non in grado di incidere sulle cause che si trovano a monte, e non privo di effetti collaterali indesiderabili. E’ stato provato che il corpo umano reagisce a uno stimolo doloroso o spiacevole irrigidendo la muscolatura, mentre uno stimolo gradevole induce rilassamento. Ripetute sensazioni sgradevoli fanno acquisire una tensione che col tempo, a causa di quei meccanismi da circolo vizioso del tipo: sono teso perchè sto male e sto male perchè sono teso, può assumere caratteristiche di cronicità. Lo stress ha grande rilievo nella famiglia dei mali

moderni, e si è riconosciuto che è tra le cause prime delle malattie cardiache e probabilmente anche della predisposizione al tumore. E accertato che, vivendo in condizioni di stress prolungato, si accumula una tensione che inibisce la mobilità toracica e di conseguenza anche la respirazione, poiché la rigidità muscolare si riflette immediatamente sul diaframma, il muscolo direttamente preposto al respiro. Quindi possiamo presumere che l’influenza dello stress sulla respirazione è uno degli aspetti che maggiormente minacciano la salute. Quando siamo tesi, respiriamo meno profondamente e quindi, a causa del rapporto diretto che esiste tra respirazione e vitalità, abbiamo meno energia. In presenza di una minore intensità energetica anche la sensazione di tensione sarà minore, ma compariranno debolezza, apatia e depressione. Nello stesso tempo, a mano a mano che ci si abitua a respirare poco, ci si mette nella condizione in cui ogni tentativo di riacquistare una respirazione normale farà riapparire le emozioni represse. Tali emozioni e sensazioni sgradevoli, che avevamo represso attuando l’irrigidimento, emergeranno insieme a sintomi di alterazione fisica. Si stabilisce, insomma, una sorta di circolo vizioso, perchè quando si mantiene il respiro al di sotto di una certa soglia (limitato nella sua ampiezza-profondità-ritmo) l’energia decade, mentre quando, senza neppure accorgercene, si aumenta il flusso respiratorio, insorgono l’ansia e la paura che qualcosa possa erompere incontrollatamente. Questo semplice meccanismo è spesso alla base di quella patologia, tanto diffusa al giorno doggi, che vede alternarsi stati d’ansietà e di depressione in soggetti che non soffrono di alcuna malattia mentale e che non ha mai avuto disturbi e problemi tali da giustificare tale malessere esistenziale. La somma di tanti piccoli dispiaceri e un’eccessivo autocontrollo emotivo bastano a volte a creare una rigidità toracica che inibisce la respirazione, aprendo la strada a disturbi di varia natura, talora gravi. Sono comuni in questi casi il senso d’oppressione toracica e di mancanza d’aria, spossamento, apatia, tensione muscolare, disturbi del sonno e della concentrazione, insicurezza, ecc. L’intervento dello psicologo, pur riuscendo talvolta a identificare le cause che stanno alla base di certi disturbi, ottiene raramente risultati concreti, perchè la comprensione intellettuale non agisce a livello dell’energia e delle funzioni corporee, dalle quali scaturiscono le risorse della guarigione e del benessere. Daltra parte, il medico generico classifica di solito tali sintomi come disturbi nervosi, quasi a significare immaginari, e indirizza il paziente dal neurologo o dallo psichiatra, avviandolo all’uso di psicofarmaci e alla relativa dipendenza. I soggetti più fragili si scoraggiano, si spaventano e iniziano a dubitare del proprio equilibrio mentale. Invece gran parte dei disturbi dell’ansia non hanno origine nè mentale nè organica: essi sono essenzialmente squilibri dellenergia vitale che disturbano la psiche. Il meccanismo ansia-respiro appena descritto, che caratterizza soprattutto i casi di ansia acuta, è soltanto uno degli aspetti di un’ampia varietà di forme che hanno origine da discordanze energetiche indotte da una respirazione parziale e disarmonica. Se si guarda all’uomo nella sua totalità fisica, energetica, spirituale, si deve riconoscere l’importanza dell’equilibrio dei corpi energetici e di un appropriato rapporto con il Prana-energia quale fondamento di tutte le manifestazioni vitali. E perciò addirittura ovvio comprendere come sensazioni di squilibrio, disagio, malessere e insicurezza siano da correlare direttamente con il respiro. Nel nome della scienza e della medicina vengono somministrate, a volte per anni, droghe altrettanto pericolose di quelle illegali a soggetti che sono considerati malati mentali anche quando stanno attraversando una crisi di crescita. Con ciò non s’intende negare del tutto l’uso degli psicofarmaci, che in presenza di certe  patologie hanno effettivo valore e in alcuni casi si sono l’unico modo per alleviare sofferenze altrimenti impossibili da lenire con i mezzi attualmente a disposizione. La ricerca farmacologica ha certamente grande importanza ma l’uso improprio e generalizzato di tali sostanze  diventato un problema in tutti i paesi sviluppati. Basta pensare all’uso di ansiolitici, antidepressivi, sonniferi, antidolorifici, ha raggiunto dimensioni tali da dover essere considerato una vera e propria piaga sociale, una specie di tossicodipendenza legalizzata di massa. In sintesi, a proposito dei meccanismi legati all’ansia, alla depressione e all’azione terapeutica del Rebirthing, si può dire che: di fronte alla tensione e allo stress si trattiene involontariamente il respiro irrigidendosi. Una respirazione limitata produce stati depressivi (a volte anche acuti) e predispone a molti disturbi. I tentativi spontanei di respirare liberamente, quando avvengono senza che il soggetto ne sia consapevole, inducono a loro volta nuovi stati di ansia. Rieducando il soggetto a una respirazione libera, dopo le prime sessioni nelle quali vengono scaricate tensioni e traumi e a volte elaborati processi psicodinamici, l’ansia e la depressione scompaiono drasticamente. Durante questo processo avvengono apprezzabili progressi nell’armonizzazione di diversi livelli mentali. A volte ha luogo una rapida esplorazione dell’inconscio, la quale può rivelare i motivi essenziali che hanno contribuito all’insorgere del processo patologico. Il soggetto impara a mantenere uno stato di flessibilità e di equilibrio praticando anche in modo autonomo la respirazione e iniziando a relazionarsi con il Se interiore.
Filippo Falzoni G.