VERSO UNA NOVA SAGGEZZA. pag. 87-88-89
Una cartografia della coscienza
Alcune settimane dopo aver conosciuto Grof e prima di fargli visita a Big Sur, lo rividi in Canada, dove parlammo entrambi a un convegno, patrocinato dall’Università di Toronto, sui nuovi modelli di realtà e sulle loro applicazioni alla medicina. Nel frattempo avevo letto, con grandissimo interesse, il suo libro Realms of the Human Consciousness, e la conferenza di Grof al convegno mi permise di approfondire ulteriormente la comprensione del suo lavoro. La scoperta di Grof che le sostanze psichedeliche svolgono un’efficace azione catalitica sui processi mentali corroborata dal fatto che i fenomeni da lui osservati nelle sessioni di esperimenti con l’LSD non sono affatto limitati alla sperimentazione psichedelica. Molti di essi sono stati osservati anche nella pratica della meditazione, negli stati di trance, nelle cerimonie sciamaniche di guarigione, in situazioni perinatali  e in altre situazioni biologiche critiche, e in una varietà di altri stati di coscienza non comuni. Benchè Grof abbia costruito la sua “cartografia dell’inconscio” sulla base della sua ricerca clinica con l’LSD, l’ha dopo di allora corroborata con molti anni di studi accurati di altri stati di coscienza non ordinari, che possono verificarsi spontaneamente o possono essere indotti da speciali tecniche senza l’uso di alcun farmaco o droga. La cartografia di Grof abbraccia tre domini principali:  il dominio delle esperienze “psicodinamiche”, implicante l’esperienza di rivivere in modo complesso ricordi emotivamente rilevanti di vari periodi della vita individuale – il dominio delle esperienze “perinatali”, connesse ai fenomeni biologici implicati nel processo della nascita; e un intero spettro di esperienze che vanno al di là dei confini individuali e che trascendono le limitazioni di tempo e di spazio, per le quali Grof ha coniato l’aggettivo “transpersonali”. Il livello psicodinamico ha chiaramente un’origine biografica e può essere inteso, in grande misura, nei termini di principi psicoanalitici fondamentali. “Se le sessioni psicodinamiche fossero l’unico tipo di esperienza con l’LSD,” scrive Grof, “le osservazioni tratte dalla psicoterapia con l’LSD potrebbero essere considerate la prova di laboratorio delle premesse freudiane fondamentali. La dinamica psicosessuale e i conflitti fondamentali della psiche umana quali sono descritti da Freud si manifestano con una chiarezza e vividezza fuori del comune.”

Il dominio delle esperienze perinatali potrebbe essere la parte più affascinante e più originale della cartografia di Grof. Esso stabilisce una varietà di modelli di esperienza ricchi e complessi collegati ai problemi della nascita biologica. Fra le esperienze perinatali c’è una ripetizione estremamente realistica e autentica di varie fasi del proprio processo di nascita reale: la serena beatitudine dell’esistenza nel grembo in unione primigenia con la madre; la situazione “senza via d’uscita” della prima fase del parto, quando il collo dell’utero ancora chiuso mentre le contrazioni uterine cominciano a farsi sentire sul feto, creando una situazione claustrofobica associata a un intenso disagio fisico; la propulsione attraverso il canale del parto, implicante una lotta enorme per la sopravvivenza contro pressioni schiaccianti; e, infine, l’improvviso sollievo e rilassamento, il primo respiro e il taglio del cordone ombelicale, che completa la separazione fisica dalla madre. Nelle esperienze perinatali le sensazioni e i sentimenti associati al processo della nascita possono essere rivissuti in modo diretto realistico, oppure emergere nella forma di esperienze simboliche, visionarie. Per esempio, l’esperienza di tensioni enormi che caratteristica della lotta nel canale del parto spesso accompagnata da visioni di lotte titaniche, di disastri naturali e di varie immagini di distruzione e di autodistruzione. Per facilitare una comprensione della grande complessità dei sintomi fisici, delle immagini mentali e delle strutture esperienziali, Grof li ha suddivisi in quattro gruppi, chiamati matrici perinatali, che corrispondono a fasi successive consecutive del processo della nascita. Studi dettagliati delle interrelazioni fra i vari elementi di queste matrici lo hanno condotto a profonde intuizioni concernenti molte condizioni psicologiche e molte strutture dell’esperienza umana. Ricordo di aver chiesto una volta a Gregory Bateson, dopo che avevamo assistito entrambi a un seminario di Grof, che cosa pensasse della ricerca di Grof sull’impatto psicologico dell’esperienza della nascita. Bateson, come amava spesso fare, rispose con una frase molto concisa: “Calibro da Nobel.”

L’ultimo dominio importante della cartografia dell’inconscio di Grof quello delle esperienze transpersonali, che sembrano offrire percezioni profonde sulla natura e la pertinenza della dimensione spirituale della coscienza. Le esperienze transpersonali implicano un’espansione della coscienza al di là dei confini convenzionali dell’organismo e, corrispondentemente, un senso di identità più ampio. Esse possono implicare anche percezioni dell’ambiente che trascendano i limiti usuali della percezione sensoriale, avvicinandosi spesso a un’esperienza mistica diretta della realtà. Poichè il modo di conoscenza transpersonale esorbita in generale dal ragionamento logico e dall’analisi intellettuale, estremamente difficile, se non impossibile, descriverlo in linguaggio fattuale. Grof ha trovato, in effetti, che per descrivere esperienze nell’ambito transpersonale sembra spesso più appropriato il linguaggio della mitologia, che molto meno limitato dalla logica e dal buon senso. Le dettagliate esplorazioni degli ambiti perinatale e transpersonale convinsero Grof che la teoria freudiana doveva essere ampliata considerevolmente per accogliere i nuovi concetti da lui sviluppati. Questa conclusione coincise col suo trasferimento negli Stati Uniti, dov’egli fondò un movimento molto vitale nella psicologia americana, noto come psicologia umanistica, che ha già sviluppato la disciplina molto oltre la cornice di riferimento freudiana. Sotto la direzione di Abraham Maslow, gli psicologi umanisti si sforzarono di studiare gli individui sani come organismi integrali; essi erano interessati profondamente alla crescita personale e all’autorealizzazione”, riconoscendo il potenziale intrinseco in tutti gli esseri umani; e concentrarono la loro attenzione sull’esperienza piuttosto che sull’analisi intellettuale. Da questi sviluppi presero conseguentemente l’avvio numerose nuove psicoterapie e scuole di “intervento sul corpo”, che sono chiamate collettivamente il movimento del potenziale umano. Benchè l’opera di Grof sia stata accolta con grande entusiasmo dal movimento del potenziale umano, egli trovò ben presto che persino la cornice concettuale della psicologia umanistica era troppo ristretta per lui, e nel 1968 fondò, assieme a Maslow e a vari altri, la scuola della psicologia transpersonale che si interessa specificamente del riconoscimento, della comprensione e della realizzazione di stati di coscienza transpersonali.
FRITJOF CAPRA